Da qualche giorno stiamo riparlando dell'anticiclone africano, l'illustre protagonista della tremenda estate del 2003, nonché di alcuni inverni insolitamente miti degli anni '90. l'anticiclone africano non è altro che un anticiclone subtropicale, parente stretto di quello delle Azzorre ma che si sviluppa in aree continentali, le aree desertiche dell'Africa settentrionale. Di norma questo anticiclone non si estende verso nord se il getto tropicale non viene disturbato. Però se in Atlantico non c'è alta pressione ma una bassa pressione, è facile che l'aria fredda spinta da nord verso sud, incurvi il getto tropicale facendolo risalire immediatamente ad est della saccatura.
E' un po' quello che è accaduto in questi ultimi giorni ma che con maggiore incisività accadrà nell'arco della settimana, in particolare nel corso del prossimo weekend. Una saccatura sulla Spagna andrà a spingere aria fresca fin nell'entroterra marocchino, immediatamente ad est della saccatura, cioè sul Mediterraneo centrale e sull'Italia, si attiverà una risposta calda che si presenterà a curvatura anticiclonica secondo una tipica figura meteorologica definita ad 'Omega' la lettera greca (vedi figura). All'interno di questa figura aria calda a tutte le quote circolerà in senso orario comprimendo la colonna dall'alto verso il basso. Avremo quindi un doppio effetto, quello del riscaldamento legato alle origini della massa d'aria e quello di compressione legato all'aumento della pressione. Entrambi concorreranno ad un sensibile aumento delle temperature soprattutto nelle aree interne del nostro paese dove le brezze costiere non riescono ad arrivare. Difficile stimare i valori termici esatti, ma riteniamo che la cosa non sia da sottovalutare perché potenzialmente potrebbero anche raggiungersi i 40° su molte località. Purtroppo l'evoluzione del promontorio africano che porterà questo caldo intenso non sarà rapidissima perché sull'Europa orientale, un'altra bassa pressione terrà imprigionata la massa d'aria calda impedendole di muoversi verso levate. Per questo motivo riteniamo che il riscaldamento possa durare alcuni giorni, forse anche fino alla fine del mese, in particolare al sud d'Italia. I modelli intravedono un parziale abbassamento del flusso perturbato nord atlantico verso l'Europa centrale intorno al 26-27 ma non sappiamo ancora se questo si tradurrà in una rinfrescata sostanziosa.
Per quanto riguarda invece i timori di una ripetizione del 2003, vogliamo rassicurarvi, al momento non ci sono motivi per pensare che questa estate possa essere un 2003 bis, anzi, temiamo addirittura che le sorti possano ribaltarsi in Giugno quando si realizzeranno condizioni più propizie all'instabilità. Come dovremo interpretare allora questo caldo che arriverà? Come un'ondata di caldo intenso qualunque, come ce ne sono state tante negli anni passati e come continueranno ad essercene anche negli anni futuri, farà caldo, molto caldo ma non sarà troppo duraturo.
Fonte www.3bmeteo.com
mercoledì, maggio 20, 2009
venerdì, maggio 08, 2009
Ecco la molecola che nutre la memoria
Durante la digestione dei grassi, queste molecole pesanti e complesse vengono spezzettate in elementi più piccoli. Uno di essi - battezzato "oleoiletanoamide", o per semplicità "Oea" - ha la capacità di raggiungere il cervello svolgendovi due funzioni principali. La prima è quella di informare l'organo del pensiero che bistecca e gelato hanno saziato l'organismo, è quindi ora di inibire la sensazione di appetito e di indurre quella di sazietà. La seconda, inattesa, è quella di facilitare la formazione di ricordi duraturi. Usando un immaginario microscopio, potremmo descrivere i ricordi come reti di neuroni che con le loro ramificazioni (gli assoni) stringono legami più o meno duraturi. La solidità dei loro abbracci dipende dalle sostanze chimiche che legano gli assoni. L'elemento Oea si è rivelato una "colla" particolarmente potente, in grado di rendere duraturo un ricordo altrimenti labile. La differenza fra la memoria a breve termine e quella a lungo termine potrebbe dunque essere riassunta nello scarto fra un pasto a base di verdure e un pranzo luculliano.
Ma Daniele Piomelli, che all'università della California insegna neuroscienze, è affiliato anche all'Istituto italiano tecnologico di Genova ed è uno dei leader della scoperta, spiega che non basta modificare la dieta per diventare dei Pico della Mirandola. "Le prospettive del nostro studio - spiega - riguardano più che altro la possibilità di creare nuovi farmaci per curare i disturbi della memoria". Una manciata di pillole nate per curare malattie come l'Alzheimer o dei deficit dell'intelligenza, ma usate anche da persone sane per potenziare memoria e vigilanza, sono già diffuse sul mercato, specie anglosassone. Ma si tratta di medicine con dei possibili effetti collaterali. Gli elementi Oea, invece, essendo frutto di un normale processo di digestione dei grassi, potrebbero aprire una strada più promettente. Queste sostanze, spiega Piomelli, "sono parte di quella colla molecolare che fissa i ricordi nel cervello. Aiutando i mammiferi a ricordare dove e quando si sono nutriti con un pasto ricco di grassi, hanno sicuramente svolto una funzione importante dal punto di vista evolutivo. Se la nostra dieta oggi è fin troppo ricca di sostanze caloriche, gli uomini primitivi soffrivano del problema contrario".
I primi test sui roditori hanno dato risultati incoraggianti. Rendendo le cellule del loro cervello insensibili alle molecole Oea, i topi fallivano i test di intelligenza e memorizzazione a cui erano sottoposti. Dei farmaci che contengono queste sostanze d'altra parte sono già in sperimentazione per ridurre la sensazione della fame e combattere l'obesità.
Fonte www.repubblica.it
giovedì, maggio 07, 2009
Quel cd tutto trasparente potrà contenere 100 dvd
La General Electric lavora a un disco registrabile da 500 gigabyte e che ne promette la commercializzazione entro il 2012. Il segreto? Utilizzare la memoria olografica come tecnologia per l'archiviazione di informazioni
Brian Lawrence
LA FORMA è quella di un normale cd. L'unica differenza visibile è il colore, arancione, e la totale trasparenza dei materiali. La novità, però, è che potrà contenere fino a 500 gigabyte di dati. Ovvero 10 volte la capacità di un disco blu-ray e 100 volte quelle di un comune dvd. A prometterlo è la General Electric, che ha annunciato per il 2012 lo sbarco sul mercato di un nuovo supporto digitale per l'archiviazione dei dati, e ne ha presentato in video un prototipo.
Fantascienza? Non proprio. I ricercatori della società americana hanno infatti messo a punto un nuovo procedimento di registrazione e di lettura dati che permette di utilizzare non solamente la superficie del supporto, ma - complici i materiali adottati - l'intero volume dei dischi. Il segreto? Utilizzare la memoria olografica come tecnologia per l'archiviazione di informazioni.
L'idea non è nuova. Le società InPhase Technologies e Maxell avevano promesso la stessa cosa nel 2006. Per loro, l'uscita del supporto miracoloso doveva avvenire l'anno successivo. Tanto che la stessa Nintendo, nota produttrice della di videogiochi, aveva avanzato l'ipotesi di introdurre questo tipo di tecnologia sulle proprie console.
Per non parlare di Call/Recall, società di ricerca americana, che nel giugno del 2007 aveva dichiarato di aver scoperto il modo per salvare 1 terabyte, ovvero mille gigabyte, su un disco ottico utilizzando tecnologia tridimensionale. O addirittura la Optware, che avrebbe dovuto realizzare dischi ottici da 1 terabyte per la fine del 2002. A giudicare dai vari tentativi, finora mancati, c'è da credere che il 2012 sia più una speranza che una certezza.
Appuntamento al 2012? Nei laboratori della General Electric, però, sono sicuri di aver trovato la strada giusta. Ne è convinto Brian Lawrence, a capo di un team di circa trenta ingegneri dedicati al progetto. Sul blog Lawrance non risparmia alcuni particolari tecnici e spiega in un video il funzionamento e i motivi che hanno spinto General Electric a investire in questa direzione. Ma se, da un lato, la novità è di quelle che entusiasmano neofiti e grandi industrie, rimane da capire come risponderà il mercato - nel lontano 2012 - all'ennesima battaglia sui supporti digitali. Al proposito la General Electric, però, rassicura: "Poiché i nuovi dischi olografici potranno essere sostanzialmente letti e riprodotti utilizzando soluzioni simili a quelle dei lettori per i Blu-ray - ci ha tiene a sottolineare Brian Lawrence - la nostra tecnologia sarà in grado di spianare la strada per l'avvento di drive olografici economici, solidi e affidabili. Il giorno in cui sarà possibile immagazzinare la vostra intera collezione di film in alta definizione su un solo disco in grado di supportare anche i formati ad alta risoluzione per la televisione in 3D è molto più vicino di quanto si possa immaginare".
Fantascienza? Non proprio. I ricercatori della società americana hanno infatti messo a punto un nuovo procedimento di registrazione e di lettura dati che permette di utilizzare non solamente la superficie del supporto, ma - complici i materiali adottati - l'intero volume dei dischi. Il segreto? Utilizzare la memoria olografica come tecnologia per l'archiviazione di informazioni.
L'idea non è nuova. Le società InPhase Technologies e Maxell avevano promesso la stessa cosa nel 2006. Per loro, l'uscita del supporto miracoloso doveva avvenire l'anno successivo. Tanto che la stessa Nintendo, nota produttrice della di videogiochi, aveva avanzato l'ipotesi di introdurre questo tipo di tecnologia sulle proprie console.
Per non parlare di Call/Recall, società di ricerca americana, che nel giugno del 2007 aveva dichiarato di aver scoperto il modo per salvare 1 terabyte, ovvero mille gigabyte, su un disco ottico utilizzando tecnologia tridimensionale. O addirittura la Optware, che avrebbe dovuto realizzare dischi ottici da 1 terabyte per la fine del 2002. A giudicare dai vari tentativi, finora mancati, c'è da credere che il 2012 sia più una speranza che una certezza.
Appuntamento al 2012? Nei laboratori della General Electric, però, sono sicuri di aver trovato la strada giusta. Ne è convinto Brian Lawrence, a capo di un team di circa trenta ingegneri dedicati al progetto. Sul blog Lawrance non risparmia alcuni particolari tecnici e spiega in un video il funzionamento e i motivi che hanno spinto General Electric a investire in questa direzione. Ma se, da un lato, la novità è di quelle che entusiasmano neofiti e grandi industrie, rimane da capire come risponderà il mercato - nel lontano 2012 - all'ennesima battaglia sui supporti digitali. Al proposito la General Electric, però, rassicura: "Poiché i nuovi dischi olografici potranno essere sostanzialmente letti e riprodotti utilizzando soluzioni simili a quelle dei lettori per i Blu-ray - ci ha tiene a sottolineare Brian Lawrence - la nostra tecnologia sarà in grado di spianare la strada per l'avvento di drive olografici economici, solidi e affidabili. Il giorno in cui sarà possibile immagazzinare la vostra intera collezione di film in alta definizione su un solo disco in grado di supportare anche i formati ad alta risoluzione per la televisione in 3D è molto più vicino di quanto si possa immaginare".
(6 maggio 2009) Fonte www.repubblica.it
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